Abusi ai cittadini a Roma, in violazione al codice penale.

Roma - 31 marzo - Due carri attrezzi di una società privata questa mattina hanno danneggiato diverse automobili di pazienti ospedalieri.

Le auto erano state parcheggiate, dai malcapitati utenti, nell'area adibita a parcheggio al di fuori di un noto ospedale della capitale e senza alcun intralcio alla viabilità interna del parcheggio stesso. Alle domande degli automobilisti, tutti pazienti del policlinico, la risposta di chi era intento a rimuovere auto è stata prontissima "telefonate al numero sul volantino per l'indirizzo" oppure ad un altro automobilista stravolto, proveniente dal pronto soccorso, addirittura la risposta è stata questa: "Se vuole venga con me in deposito le dò un passaggio così fa prima." Per motivi di privacy non pubbicheremo i volti, né i nomi, dei dipendenti della ditta, ma i contenuti dei dialoghi uditi quelli sì, non è solo lecito: è dovere di cronaca. Come dovere di cronaca è informare che l' articolo 392 del codice penale punisce proprio ciò che, giunti sul posto, abbiamo lasciato che il dipendente, orgoglioso del suo operato all'interno dell'area del Policlinico, nonché dello stipendio suo e dei suoi datori di lavoro, spocchiosamente ribadisse: cioè che il fatto è accaduto in un' area privata. Per l'appunto: l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle cose costituisce reato, per non parlare dell' imposizione agli autisti scioccati, visti modi e luogo, del pagamento di centinaia di euro per il recupero delle proprie autovetture. Chi autorizza dunque tutto ciò ? E' scritto. Il "rapporto di fiducia" con la società privata in questione, già indagata per corruzione, si legge anche sullo sportello del carro attrezzi; l'"autorizzazione" arriva dal Policlinico stesso o, per meglio dire: l'ingaggio.

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